giovedì 12 marzo 2009

SINDROME DI ONNIPOTENZA





Capita,
a chi come me vive con la consapevolezza che l’esito negativo è solo un feed back da considerare per quello che è, in un insieme di risultati;
a chi come me ha un’autostima effervescente quanto un bicchiere di lambrusco
a chi come me ha ricevuto dei duri colpi all’altezza degli stinchi credendo di essersi rotta le ossa e poi si è rialzata in fretta ed è corsa via;
a chi ha raggiunto il successo nel lavoro, una scalata repentina raggiunta con capacità e fortuna;
di sentirsi onnipotente,
cioè di ritrovarsi in un ottimismo irreale, incapace di giudicare oggettivamente un pericolo
E’ un aspetto pericoloso, soprattutto quando si dorme pochissimo e poi ci si deve mettere alla giuda (a questo proposito voglio spezzare una lancia a favore di AUTOSTRADE PER L’ITALIA S.p.a. che per un certo periodo ha promosso i caffé gratis di notte ) fortunatamente, il mio amore per la vita mi spinge a fermarmi in un piazzola – ovunque si trovi (tanto a me non può succedere niente di male)

Ma è anche un aspetto bellissimo perché con poca paura ( alcuni la definiscono incoscienza) posso prendere a piene mani dalla sorgente della vita e bere, bere,bere.. se poi ci si trova a IRACHE in Navarra allora è perfetto [ fuente del vino ]

C’è anche un aspetto terribile che fortunatamente ho vissuto come spettatore, con la sindrome di onnipotenza si può assottigliare, oltre alla percezione del pericolo, lo spessore morale di una persona. Non voglio certo generalizzare, ma basta guardarsi attorno e mettere al confronto 10 professionisti di grande successo e 10 umili dipendenti in quali percentuali troveremo un forte spessore morale? A voi l’ardua sentenza

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